20 Ottobre 2005

ESERCIZIO #5

Sono un individuo di estrema timidezza, devo ammetterlo, e anche per questo spesso mi ritrovo a cercare consolazione nelle facili dolcezze dell'oppio. Quando giaccio sognante sul triclinio a me riservato nella fumeria d'oppio illegale presso casa mia (gestita da alcuni miei ex amanti cinesi) mi capita sovente di credermi capace di compiere azioni totalmente all'infuori della mia pacata personalità, e addirittura, più raramente, di compierle.

In questo momento, ad esempio, provo il folle impulso di essere giù a Sergelstorg, in completa nudità al centro della piazza, mentre mi cuocio delle uova al tegamino su un falò testè acceso e scrivo in perfetto italiano sul mio portatili lodi turpi al mio fallo atte a sedurre e stupire le donzelle più morigerate. Ma è un desiderio intenso e di breve durata, perchè alzando la testa mi accorgo di stare già facendo l'amore con almeno sei o sette splendide donne, penetrandole tutte contemporaneamente, mentre i passanti mi osservano stupiti cantando un vecchio hit dei Lynyrd Skynyrd. Ovviamente ho piena coscienza del fatto che tutto ciò non sta accadendo realmente, trovandomi io in effetti su un autobus in Cambogia, privo di qualunque possibilità di avere un accesso ad internet o una donna, e sto solo pensando intensamente alla possibilità di scrivere un post su Giovani.it e procacciarmi un po' di fica in questo modo.

Poi semplicemente mi alzo barcollando, pago Liao-Po Jing gettandogli ai piedi un pugno di monete d'oro e esco dalla fumeria respirando a piene boccate l'aria pungente di una Stoccolma più rigida del solito. E solo in quel momento, osservandomi dall'altra parte della strada, mi accorgo di essere completamente nudo e preso da un attacco violento di timidezza, mi avvento contro me stesso con un grido, tentando di strozzarmi. Poi apro gli occhi ed ecco di nuovo Liao-Po che mi accarezza la mano sussurandomi di stare calmo. Gli sferro un pugno micidiale in pieno volto e mi fiondo verso l'uscita della fumeria correndo come un pazzo verso casa dove non arriverò mai, non essendo infatti ancora uscito dalla mia stanza oggi.
Me ne stupisco e, infilandomi il primo cappello che mi capita a tiro, chiamo Liao-Po Jing per fissare un appuntamento tra una ventina di minuti.
Ho decisamente bisogno di una fumata.

 
18 Ottobre 2005

ESERCIZIO #4



Non capisco.
Certe volte davvero non capisco.
Ti si erge di fronte una costruzione meravigliosa in ghiaccio, una città scolpita nel freddo elemento in tutti i suoi minimi particolari, dalla polvere sulla cima dei palazzi ai voli equilibrati delle rondini ai nasi gonfi degli ubriachi nelle locande.
Eppure tutto questo non basta ugualmente.
Le suole delle scarpe di ghiaccio lasciano tracce di ghiaccio nel ghiaccio, e una vita di ghiaccio continua a vivere, immobile, in una città meravigliosa e trasparente, la città dei tuoi sogni.
E tu sei lì con lo scalpello in mano, il petto nudo e ansante, e contempli il tuo lavoro.
Perché dunque non dovrebbe bastarti?
Perché dovresti pensare che è soltanto ghiaccio, ghiaccio, ghiaccio, come se questa parola ti attraversasse la bocca fino a renderla vuota?
Abbandono gli strumenti e mi siedo in mezzo alla mia città. Forse addirittura rompo qualche piccolo abitante, come un Gulliver distratto.
E vorrei tanto essere anch'io di ghiaccio, adesso.

ESERCIZIO #3

Proprio ieri un baldanzoso postino mi ha recapitato un telegramma alquanto interessante: mi segnala infatti la dipartita da questa vita di un mio prozio gallese, Jereward Bedortha Flewelling, che mi lascia peraltro in eredità un castello e un servizio da tè in porcellana del 1896, a patto che per un mese parli esclusivamente gallese. Domani stesso mi raggiungerà qui a Stoccolma l'avvocato Traharn Apperson per assicurarsi che la clausola sia rispettata. Confido almeno nel fatto che si tratti di un buon pezzo di leguleio, dato che dovrà starmi appiccicato al culo per 30 giorni.

Non tediatemi quindi se vi rispondo in gallese.

(A fel , 'n anhardd eist , gwisga t cer yn torri 'm 'n ddrud belau a jyst feddwl am yn sipian 'm arfau!!!)

ESERCIZIO #2

Ho cominciato a frequentare un corso di italiano da 29 ore la settimana. Quando faccio una cosa mi piace farla bene - in effetti, anche quando mi faccio una persona.
Comunque ciò significa che presto parlerò un italiano più che buono, almeno spero... tra l'altro l'insegnante non è affatto male e spero che tra una grammatica e una sintassi scaturiscano presto piacevoli intermezzi erotici, sempre all'insegna del buonsenso.

ESERCIZIO #1

Sono norvegese ma abito a Stoccolma da molti anni. Parlo l'italiano discretamente, ma non tanto da permettermi di compilare dignitosamente questa hp. Mi sono infatti fatto aiutare dai miei due prestigiosi cugini, che si sono ispirati ad un mio preciso canovaccio.

Scrivetemi numerosi, ragazze e ragazzi.

I miei pensieri

ESERCIZIO #4

Non capisco.
Certe volte davvero non capisco.
Ti si erge di fronte una costruzione meravigliosa in ghiaccio, una città scolpita nel freddo elemento in tutti i suoi minimi particolari, dalla polvere sulla cima dei palazzi ai voli equilibrati delle rondini ai nasi gonfi degli ubriachi nelle locande.
Eppure tutto questo non basta ugualmente.
Le suole delle scarpe di ghiaccio lasciano tracce di ghiaccio nel ghiaccio, e una vita di ghiaccio continua a vivere, immobile, in una città meravigliosa e trasparente, la città dei tuoi sogni.
E tu sei lì con lo scalpello in mano, il petto nudo e ansante, e contempli il tuo lavoro.
Perché dunque non dovrebbe bastarti?
Perché dovresti pensare che è soltanto ghiaccio, ghiaccio, ghiaccio, come se questa parola ti attraversasse la bocca fino a renderla vuota?
Abbandono gli strumenti e mi siedo in mezzo alla mia città. Forse addirittura rompo qualche piccolo abitante, come un Gulliver distratto.
E vorrei tanto essere anch'io di ghiaccio, adesso.

ESERCIZIO #3

Proprio ieri un baldanzoso postino mi ha recapitato un telegramma alquanto interessante: mi segnala infatti la dipartita da questa vita di un mio prozio gallese, Jereward Bedortha Flewelling, che mi lascia peraltro in eredità un castello e un servizio da tè in porcellana del 1896, a patto che per un mese parli esclusivamente gallese. Domani stesso mi raggiungerà qui a Stoccolma l'avvocato Traharn Apperson per assicurarsi che la clausola sia rispettata. Confido almeno nel fatto che si tratti di un buon pezzo di leguleio, dato che dovrà starmi appiccicato al culo per 30 giorni.

Non tediatemi quindi se vi rispondo in gallese.

(A fel , 'n anhardd eist , gwisga t cer yn torri 'm 'n ddrud belau a jyst feddwl am yn sipian 'm arfau!!!)

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ESERCIZIO #2

Ho cominciato a frequentare un corso di italiano da 29 ore la settimana. Quando faccio una cosa mi piace farla bene - in effetti, anche quando mi faccio una persona.
Comunque ciò significa che presto parlerò un italiano più che buono, almeno spero... tra l'altro l'insegnante non è affatto male e spero che tra una grammatica e una sintassi scaturiscano presto piacevoli intermezzi erotici, sempre all'insegna del buonsenso.

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ESERCIZIO #1

Sono norvegese ma abito a Stoccolma da molti anni. Parlo l'italiano discretamente, ma non tanto da permettermi di compilare dignitosamente questa hp. Mi sono infatti fatto aiutare dai miei due prestigiosi cugini, che si sono ispirati ad un mio preciso canovaccio.

Scrivetemi numerosi, ragazze e ragazzi.
 

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